Home Notizie Notizie Casagit Casagit: attivo di 11, 216 milioni ma preoccupa il futuro, parte la revisione del tariffario

Casagit: attivo di 11, 216 milioni ma preoccupa il futuro, parte la revisione del tariffario

Casagit: attivo di 11, 216 milioni ma preoccupa il futuro, parte la revisione del tariffario

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Il secondo anno di “nuova gestione” della Casagit ha confermato in modo evidente l’inversione di tendenza che già - ma in misura assai più contenuta - si era manifestata nel 2009, dopo due bilanci negativi ed estremamente preoccupanti (meno 4,568 milioni di euro nel 2007 e ben 19,160 milioni di euro di deficit nel 2008). Già lo scorso anno infatti il bilancio consuntivo riferito al 2009 era riuscito ad imprimere una non trascurabile inversione di tendenza (attivo di 2,676 milioni di euro) ma assai più importanti sono i risultati derivanti dal consuntivo 2010, che registra in attivo di ben 11,216 milioni di euro. Si tratta di una somma di tutta rilevanza, che va ad incrementare il fondo di garanzia (la cosiddetta riserva) il quale assume una consistenza di oltre 22,5 milioni, e che risulta quindi integralmente ricostituito rispetto a quello dell’anno 2005, data di inizio degli anni di crisi economica della Cassa. A determinare questa forte ripresa hanno contribuito soprattutto i seguenti fattori: (1) gli effetti economici delle misure adottate dal nuovo Cda in materia di prestazioni, la cui efficacia è entrata completamente a regime nel marzo dello scorso anno; (2) il consolidamento di una nuova strategia della gestione delle prestazioni, basata in particolar modo sulla revisione e su un più rigido controllo delle convenzioni con cliniche, ospedali e centri diagnostici; (3) le maggiori entrate derivanti dagli esiti dei controlli eseguiti sul reddito dei coniugi dei soci, molti dei quali (come è stato accertato) non corrispondevano la prevista quota aggiuntiva; (4) le abbondanti sopravvenienze attive relative al 2009 , anno in cui si era reso necessario accantonare circa 15 milioni di euro per far fronte ai rimborsi di oltre 650 vecchie pratiche ancora aperte, riferite a periodi precedenti. Eseguiti nel 2010 tutti i pagamenti per un totale di quasi 11 milioni, si è così potuta destinare la differenza non impiegata (4,09 milioni) alla voce “sopravvenienze attive “ che, sommandosi all’avanzo di competenza del 2010 (7,12 milioni) ha consentito di realizzare il consistente attivo di 11,216 milioni di euro. Di questo ottimo risultato c’era bisogno non soltanto per confermare la bontà delle iniziative adottate dalla Presidenza, dal Cda e dal nuovo Direttore negli ultimi due anni, ma soprattutto per tre specifici e particolari motivi: (a) affrontare senza affanno, ma con la indispensabile determinazione, i preoccupanti segnali di difficoltà che un bilancio attuariale nei mesi scorsi ha individuato nel futuro della Cassa se non saranno adottate adeguate misure di consolidamento: segnali che sono purtroppo confermati dalla pesante diminuzione del numero dei giornalisti attivi contrattualizzati, registrata in particolare di recente a causa di una massiccia serie di prepensionamenti per stati di crisi aziendale; (b) provvedere comunque allo studio, ed alla realizzazione, di un parziale adeguamento del tariffario Casagit, ormai da molti anni bloccato; (c) procedere nell’intenzione di creare una nuova “Casagit 2” dedicata ai colleghi non contrattualizzati, cui offrire la possibilità di un’assistenza ridotta ma apprezzabile, ad un costo che essi possano sopportare. Presidenza e Cda della Cassa hanno ribadito l’intenzione di far fronte al più presto a questi tre appuntamenti, destinando comunque una forte attenzione alla sostenibilità nel medio-lungo periodo, come del resto ci obbliga l’iscrizione della Cassa all’Anagrafe dei Fondi sanitari derivante dal decreto Sacconi del 16 gennaio scorso. Un particolare, quello dell’iscrizione al Fondo, di estrema rilevanza, in quanto consente il mantenimento della deducibilità fiscale dei contributi corrisposti dagli iscritti. Un ottimo bilancio dunque, il quale giunge a compensare in parte le preoccupazioni derivanti dal rallentamento delle entrate conseguente alla crisi occupazionale e che rafforza la nostra immagine sia nei confronti dei controllori istituzionali sia nella considerazione che di noi hanno altre categorie professionali: i cui rappresentanti anche di recente hanno manifestato attenzione ed interesse per quanto i giornalisti, fin dal lontano 1974, grazie all’intuizione e all’iniziativa del loro Sindacato nazionale, sono riusciti a realizzare nel campo della tutela sanitaria integrativa. Il secondo anno di “nuova gestione” della Casagit ha confermato in modo evidente l’inversione di tendenza che già - ma in misura assai più contenuta - si era manifestata nel 2009, dopo due bilanci negativi ed estremamente preoccupanti (meno 4,568 milioni di euro nel 2007 e ben 19,160 milioni di euro di deficit nel 2008). Già lo scorso anno infatti il bilancio consuntivo riferito al 2009 era riuscito ad imprimere una non trascurabile inversione di tendenza (attivo di 2,676 milioni di euro) ma assai più importanti sono i risultati derivanti dal consuntivo 2010, che registra in attivo di ben 11,216 milioni di euro. Si tratta di una somma di tutta rilevanza, che va ad incrementare il fondo di garanzia (la cosiddetta riserva) il quale assume una consistenza di oltre 22,5 milioni, e che risulta quindi integralmente ricostituito rispetto a quello dell’anno 2005, data di inizio degli anni di crisi economica della Cassa. A determinare questa forte ripresa hanno contribuito soprattutto i seguenti fattori: (1) gli effetti economici delle misure adottate dal nuovo Cda in materia di prestazioni, la cui efficacia è entrata completamente a regime nel marzo dello scorso anno; (2) il consolidamento di una nuova strategia della gestione delle prestazioni, basata in particolar modo sulla revisione e su un più rigido controllo delle convenzioni con cliniche, ospedali e centri diagnostici; (3) le maggiori entrate derivanti dagli esiti dei controlli eseguiti sul reddito dei coniugi dei soci, molti dei quali (come è stato accertato) non corrispondevano la prevista quota aggiuntiva; (4) le abbondanti sopravvenienze attive relative al 2009 , anno in cui si era reso necessario accantonare circa 15 milioni di euro per far fronte ai rimborsi di oltre 650 vecchie pratiche ancora aperte, riferite a periodi precedenti. Eseguiti nel 2010 tutti i pagamenti per un totale di quasi 11 milioni, si è così potuta destinare la differenza non impiegata (4,09 milioni) alla voce “sopravvenienze attive “ che, sommandosi all’avanzo di competenza del 2010 (7,12 milioni) ha consentito di realizzare il consistente attivo di 11,216 milioni di euro. Di questo ottimo risultato c’era bisogno non soltanto per confermare la bontà delle iniziative adottate dalla Presidenza, dal Cda e dal nuovo Direttore negli ultimi due anni, ma soprattutto per tre specifici e particolari motivi: (a) affrontare senza affanno, ma con la indispensabile determinazione, i preoccupanti segnali di difficoltà che un bilancio attuariale nei mesi scorsi ha individuato nel futuro della Cassa se non saranno adottate adeguate misure di consolidamento: segnali che sono purtroppo confermati dalla pesante diminuzione del numero dei giornalisti attivi contrattualizzati, registrata in particolare di recente a causa di una massiccia serie di prepensionamenti per stati di crisi aziendale; (b) provvedere comunque allo studio, ed alla realizzazione, di un parziale adeguamento del tariffario Casagit, ormai da molti anni bloccato; (c) procedere nell’intenzione di creare una nuova “Casagit 2” dedicata ai colleghi non contrattualizzati, cui offrire la possibilità di un’assistenza ridotta ma apprezzabile, ad un costo che essi possano sopportare. Presidenza e Cda della Cassa hanno ribadito l’intenzione di far fronte al più presto a questi tre appuntamenti, destinando comunque una forte attenzione alla sostenibilità nel medio-lungo periodo, come del resto ci obbliga l’iscrizione della Cassa all’Anagrafe dei Fondi sanitari derivante dal decreto Sacconi del 16 gennaio scorso. Un particolare, quello dell’iscrizione al Fondo, di estrema rilevanza, in quanto consente il mantenimento della deducibilità fiscale dei contributi corrisposti dagli iscritti. Un ottimo bilancio dunque, il quale giunge a compensare in parte le preoccupazioni derivanti dal rallentamento delle entrate conseguente alla crisi occupazionale e che rafforza la nostra immagine sia nei confronti dei controllori istituzionali sia nella considerazione che di noi hanno altre categorie professionali: i cui rappresentanti anche di recente hanno manifestato attenzione ed interesse per quanto i giornalisti, fin dal lontano 1974, grazie all’intuizione e all’iniziativa del loro Sindacato nazionale, sono riusciti a realizzare nel campo della tutela sanitaria integrativa.
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