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Cosa cambia per le ferie in base alle ultime leggi

Cosa cambia per le ferie in base alle ultime leggi

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Con l’avvicinarsi del periodo estivo è bene fare “un ripasso” sulle ferie, sia in riferimento ai cambiamenti legislativi che alle norme contrattuali.

Con l’occasione è importante ricordare che sono in vigore le agevolazioni contributive per l’assunzione di giornalisti disoccupati. In pratica le aziende sono esonerate dal pagamento dei contributi, se non in minima parte (marca settimanale apprendisti pari a 2,88 euro).

 

Questa agevolazione potrebbe aiutare quelle redazioni dove l’organico è al di sotto delle esigenze del lavoro e di conseguenza ci sono problemi nel godere le “corte” (entro 30 giorni) e le ferie.

Fatta questa premessa affrontiamo il cuore del problema: le ferie.

Il riposo feriale tutelato prioritariamente dalla Carta Costituzionale, è stato oggetto di recenti disposizioni normative e contrattuali.

Mettiamo in evidenza la volontà della legge: le ferie non godute non possono essere monetizzate. E’ quanto detta il decreto legislativo n. 66  dell'aprile 2003, che ha recepito alcune direttive europee in materia di diritto del lavoro.

Tuttavia le ferie maturate e non godute non si perdono!

Possono, altresì, essere differite nel tempo o, solo nei casi di legge, retribuite con una indennità sostitutiva.

Quindi il periodo annuale di ferie retribuite, non si può “convertire” in denaro. La disposizione, tuttavia, non interessa i casi di cessazione del rapporto di lavoro per i quali le ferie non godute vengono liquidate nelle Spettanze di fine rapporto.

Di conseguenza, la legge 66/2003 stabilisce e rafforza il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo…. “il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane” e che “il predetto periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro”.

Ulteriori modifiche a quanto stabilito dal D.L. 66/2003 sono state apportate dal Dlgs 19 luglio 2004 n.213, ha modificato l’art.10 del precedente decreto legislativo 8 aprile 2003 n.66:

“... fermo restando quanto previsto dall’art. 2109 del C.C. il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva…, va goduto per almeno 2 settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e - per le restanti due settimane - nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione”.

Precisiamo ancora…..

La norma di legge precisa “salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva”, introducendo così la possibilità che in sede di contrattazione, sia nazionale che aziendale, la materia possa trovare una più adeguata regolamentazione che risponda alle esigenze di settore e di azienda.

Un’ulteriore innovazione della legge è la previsione che le due settimane di ferie obbligatorie da utilizzare nel corso dell’anno di maturazione devono essere “consecutive in caso di richiesta del lavoratore”, il che significa che senza la richiesta del lavoratore possono essere anche frammentate.

La nuova normativa sulle ferie, dunque, aggiorna i diritti del lavoratore giornalista anche rispetto al contratto.

Vediamo, dunque le novità più importanti introdotte dalle legge:

1 - per i praticanti giornalisti l’art.35 del contratto nazionale di lavoro prevede “un periodo annuale di ferie di 20 giorni lavorativi”. Tale disposizione deve ritenersi ormai superata dalla legge e, pertanto, ai praticanti deve essere riconosciuto (per legge) un periodo annuale di ferie di 24 giorni lavorativi.

2 - 7° cpv. dell’art.23 del Cnlg stabilisce che “nel caso che il giornalista, per esigenze di servizio, non abbia potuto godere, in tutto o in parte, delle ferie maturate, il relativo compenso sostitutivo dovrà essere corrisposto al momento in cui il mancato godimento è certo e, comunque non oltre il 31 dicembre. Questa prescrizione contrattuale non può considerarsi integralmente sostituita dalla nuova normativa di legge. Infatti, la legge introduce l’obbligo all’esercizio del diritto di ferie limitatamente al periodo di 4 settimane all’anno (2+2). Poiché il periodo di 4 settimane è pari a 24 giorni lavorativi, e poiché i giorni di ferie previsti dall’art.23 del contratto sono pari a 26 , 30 o 35, secondo l’anzianità aziendale del giornalista, è evidente che l’obbligo di legge deve ritenersi limitato a soli 24 giorni. In pratica la differenza tra le ferie dovute per contratto e 24 (periodo legale di ferie) possono essere monetizzate secondo le disposizioni contrattuali.

3 - La disposizione di legge attiene al normale regime delle ferie e non produce effetti in presenza di cumuli di ferie arretrate maturate negli anni precedenti. In questi casi continua a trovare piena applicazione la norma transitoria dell’art.23, in base alla le ferie arretrate devono essere usufruite sulla base di programmi concordati a livello aziendale.

In considerazione delle innovazioni legislative è importante che i Comitati Di Redazione intervengono per evitare difformi applicazioni in sede aziendale.

IL CDR deve governare responsabilmente l’istituto delle ferie, tenuto conto delle esigenze di servizio e delle richieste dei colleghi, deve programmare il piano ferie, non solo per una migliore gestione delle attività in modo da assicurarne la continuità, ma anche al fine di garantire l’indispensabile recupero psico-fisico dei giornalisti dipendenti.

Il CDR attraverso una programmazione annuale o semestrale delle ferie che tenga conto delle esigenze di servizio e delle richieste dei giornalisti potrebbe prevedere in anticipo le sostituzioni da effettuare ricorrendo alla lista dei “disoccupati”.

A riguardo si ricorda ai CDR che è operativo l’accordo trilaterale FIEG-FNSI-INPGI che prevede l’assunzione dei giornalisti disoccupati.

 

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Notizie flash

Si comunica che gli Uffici del Sindacato, Casagit e Inpgi, apriranno solo nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle 14 alle 17,30, mantenendo invariati gli orari degli altri giorni, dalle 9 alle 13, con chiusura al sabato.

 

 

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