Home FAQ DIPENDENTI Generale Dipendenti

Generale Dipendenti

Quesiti e risposte sul TFR

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Che cos’è il TFR?

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma di denaro che viene data al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro finisce. L’importo si basa su un accantonamento pari al 6,91 per cento della retribuzione annuale.

 

Come viene rivalutato il Tfr rimasto in azienda o al Fondo Tesoreria dello Stato?

Alla somma del 75% dell’inflazione più l’1,5%

 

In quali circostanze posso chiedere anticipazioni sulle somme lasciate in azienda o gestite presso il Fondo di Tesoreria dello Stato?

In caso di spese sanitarie e prima casa, ma solo dopo 8 anni di anzianità di servizio (esatta)

 

In che circostanze si può chiedere un’anticipazione del Tfr versato a un fondo pensione?

In qualsiasi momento per spese sanitarie, e dopo 8 anni di partecipazione alla previdenza complementare per prima casa o senza dover giustificare il motivo

 

Quanta parte del proprio Tfr è possibile ottenere come anticipazione nel caso sia rimasto in azienda o sia gestito presso il Fondo di Tesoreria dello Stato?

Fino al 70% su spese sanitarie e prima casa

 

Quanta parte del proprio Tfr è possibile ottenere come anticipazione in caso di adesione a un fondo pensione?

Fino al 75% per spese sanitarie e prima casa, e al 30% senza motivazioni

 

Quale aliquota fiscale si applica alle anticipazioni sul Tfr rimasto azienda o gestito presso il Fondo di Tesoreria dello Stato?

La tassazione separata, determinata con un calcolo complesso, e successivamente ricalcolata dagli uffici finanziari in base all’aliquota media di tassazione dei 5 anni precedenti quello di percezione della somma anticipata.

 

Quale regime fiscale si applica alle anticipazioni sul Tfr di chi lo destina a un fondo pensione?

Al massimo il 15%, per spese sanitarie, e comunque il 23% per prima casa, o per altre motivazioni

 

 

 

Invio on line delle buste paga

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

di Rossella Schiavone

Buongiorno, chiedo un parere in merito all'invio on line di buste paga ai dipendenti. È riconosciuto legalmente e ha validità l'invio della busta paga tramite mail o sul telefonino?

Leggi tutto: ...

 

Forfetizzazione degli straordinari

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

L'azienda mi ha imposto la forfetizzazione di 10 ore straordinario ma in realtà ne faccio di più e non mi vengono pagate. Inoltre ho avuto scatti di anzianità e la forfetizzazione non è stata aggiornata. Posso chiedere l’annullamento della forfetizzazione degli straordinari?

Leggi tutto: ...

 

Il parere dell'avvocato della FNSI sui controlli a distanza dell'azienda tramite software

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Un Editore ha recentemente irrogato ad un giornalista una sanzione disciplinare corrispondente a due giorni di sospensione dalla retribuzione e dal servizio, anche perché tale dipendente non avrebbe eseguito gli incarichi affidati. L'Azienda avrebbe scoperto ciò — si legge nella relativa contestazione — in quanto non sarebbero risultati "aperti i relativi file di lavoro nel sistema editoriale."

Leggi tutto: ...

   

Cosa cambia per le ferie in base alle ultime leggi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Con l’avvicinarsi del periodo estivo è bene fare “un ripasso” sulle ferie, sia in riferimento ai cambiamenti legislativi che alle norme contrattuali.

Con l’occasione è importante ricordare che sono in vigore le agevolazioni contributive per l’assunzione di giornalisti disoccupati. In pratica le aziende sono esonerate dal pagamento dei contributi, se non in minima parte (marca settimanale apprendisti pari a 2,88 euro).

Leggi tutto: ...

 

Nuova normativa sui contratti a termine

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Prime valutazioni in merito alla nuova disciplina dei contratti a termine (legge sul Welfare)


La legge 247 del 24 dicembre 2007 ha introdotto un sostanziale cambiamento alla norma precedente (D.Lgs.368/2001) stabilendo che il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato. È’ importante questo principio, e in conseguenza si può ipotizzare che la stipula di un contratto di lavoro a tempo determinato non può esserci per soddisfare occasioni permanenti di lavoro, quindi le ragioni giustificatrici del ricorso al contratto a termine devono riferirsi a esigenze di carattere temporaneo o, comunque, non stabili. In base alla stessa previsione, la nullità della clausola sul termine comporta la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato.
In ogni caso, le ragioni che determinano l’apposizione del termine devono essere oggettive e verificabili, per evitare comportamenti fraudolenti da parte del datore di lavoro, e devono sussistere al momento della stipula del contratto, poiché la sopravvenuta stabilità dell’esigenza non può incidere sulla legittimità del contratto di lavoro e del suo termine.
L’onere della prova dell’effettiva sussistenza delle ragioni che giustificano l’apposizione del termine grava sul datore di lavoro, secondo la regola generale contenuta nell’articolo 2697 del Codice civile.


Durata
Il nuovo comma 4-bis dell’art 5 introduce un limite massimo di 36 mesi : qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato ai sensi del comma 2...
Si computano nel nuovo limite di 36 mesi i periodi di lavoro svolti con le stesse mansioni ovvero quelle “equivalenti”. Ciò sta a significare che i periodi di lavoro svolti con mansioni “non equivalenti” si sommano separatamente.
In deroga alla previsione generale, la norma consente che oltre il limite di 36 mesi possa essere stipulato un solo contratto ulteriore, da sottoscriversi presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio con l’assistenza di un rappresentante sindacale .
L’assistenza sindacale a favore del lavoratore deve ritenersi obbligatoria al fine di perfezionare il contratto in deroga al limite dei 36 mesi.

 
Periodo transitorio
La circolare n.7/08 del M.ro del Lavoro e della Previdenza Sociale chiarisce che la legge non ha introdotto disposizioni di natura transitoria concernenti i contratti stipulati antecedentemente al 1° gennaio 2008, ne consegue che, con riferimento ai contratti in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore della L. n.247/2007, tale problematica possa essere risolta alla luce dei principi generali secondo cui la legge non può avere effetto retroattivo ma “dispone solo per l’avvenire” la norma abrogata quindi cessa di avere effetto per il futuro ma continua a disciplinare i fatti avvenuti sotto la sua vigenza.
Pertanto, solo a titolo esemplificativo, nell’attesa di ulteriori chiarimenti da parte del Ministero del lavoro:
I contratti a termine in corso alla data di entrata in vigore della presente legge continuano fino al termine previsto dal contratto.
Questa disposizione va interpretata nel senso che contratti in corso al 1 gennaio 2008 possono superare legittimamente sia il limite de i 36 mesi sia il termine del regime transitorio stabilito al 31 marzo 2009 senza alcun rischio di conversione in tratto a tempo indeterminato.
Il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della presente legge si computa, insieme ai periodi successivi di attività ai fini della determinazione del periodo massimo di cui al citato comma 4-bis, decorsi quindici mesi dalla medesima durata.
In riferimento a questa previsione non si procede alla verifica del superamento del limite massimo dei 36 mesi nel periodo intercorrente tra il il 1° gennaio 2008 ed il 31 marzo 2009, periodo durante il quale per effetto della successione di contratti a termine il rapporto di lavoro può superare il suddetto limite senza alcuna conseguenza. Qualora, invece, il rapporto avviato durante il periodo transitorio si protragga oltre il 31 marzo 2009 superando, per sommatoria con il periodo già lavorato entro il 31 dicembre 2007, ai sensi dell’articolo5, comma 4-bis del D.Lgs.368/2001 esso deve considerarsi a tempo indeterminato.

 

   
Copyright © 2017 SINDACATO GIORNALISTI del VENETO. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Copyright © 2010 - 2017  Sindacato Giornalisti del Veneto
S. Polo, Calle Pezzana 2162 VENEZIA 30125
email: info@sindacatogiornalistiveneto.it  

Notizie flash

Si comunica che gli Uffici del Sindacato, Casagit e Inpgi, apriranno solo nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle 14 alle 17,30, mantenendo invariati gli orari degli altri giorni, dalle 9 alle 13, con chiusura al sabato.

 

 

INFORMATIVA:Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati potrebbero avvalersi di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Scopri di più CLICCANDO QUI.