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Lavoro autonomo: proposta di norma per estendere le tutele

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PROPOSTA DI NORMA CONTENENTE LA DISCIPLINA PER I GIORNALISTI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ GIORNALISTICA AUTONOMA

La legge 276/03 ha disciplinato le collaborazioni coordinate e continuative rese dai lavoratori iscritti alla Gestione separata dell’Inps - istituita ai sensi dell’art.2, comma 26, della legge 335/95 - prevedendo la loro riconducibilità a uno o più progetti specifici. La legge in questione riconosce, altresì, alle cosidette co.co.pro. un sistema articolato di assistenze legali che rende il lavoratore maggiormente tutelato rispetto al committente.

Con la legge 247/07, il legislatore ha riconosciuto all’Inpgi la facoltà di assumere provvedimenti con i quali coordinare - all’interno della propria gestione separata previdenziale – la normativa dei collaboratori coordinati e continuativi con quella in vigore presso la gestione separata dell’Inps, modificando conformemente la struttura di contribuzione, il riparto della stessa tra lavoratore e committente, nonchè l’entità della medesima, al fine di pervenire, secondo princìpi di gradualità, a decorrere dal 1º gennaio 2011, ad aliquote non inferiori a quelle dei collaboratori iscritti alla gestione separata Inps.

La previsione, quindi, di estendere il medesimo sistema di tutele in ambito lavoristico previsto per i co.co.pro iscritti alla Gestione separata Inps anche ai giornalisti che svolgono attività giornalistica sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa – a prescindere dall’esistenza di un progetto, incompatibile con l’attività giornalista - non fa altro che rispondere alla medesima ratio di completare il quadro di raccordo tra le norme esistenti nel sistema generale in tale materia.

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La richiesta di intervento legislativo si completa anche con un altro aspetto. L’attuale normativa in materia di iscrizione alla Gestione separata dell’Inpgi da parte dei giornalisti iscritti all’Ordine professionale che svolgano attività autonoma prevede che questi ultimi siano tenuti ad assolvere all’ obbligo contributivo a prescindere dall’entità del reddito conseguito. Questo comporta che anche nel caso in cui i compensi siano molto esigui, il giornalista è comunque tenuto a versare il contributo minimo previsto dal Regolamento (che ad oggi ammonta a 200, 00 euro annui). Ciò comporta che a fronte di tali esigui versamenti, l’ente eroghi - al compimento dell’età pensionabile - un trattamento previdenziale minimo, che non assolve sicuramente alla finalità prevista dal legislatore di assicurare al lavoratore un sostentamento adeguato al momento della cessazione dell’attività lavorativa.

A tal proposito, è necessario riflettere sul fatto che spesso l’attività giornalistica autonoma viene svolta soprattutto dai pubblicisti ai quali la legge professionale permette di realizzarla anche se esercitano altre professioni o impieghi, costituendo quindi non l’attività principale ma una residuale e sporadica.
Pertanto, appare opportuno anche in questo caso un coordinamento con quanto previsto dalla normativa in materia di obbligo di versamento alla Gestione separata dell’Inps. La legge 326/03, infatti, esonera da tale versamento tutti coloro che nello svolgimento di attività di lavoro autonomo percepiscano un reddito inferiore a 5.000, euro annui. Per quanto riguarda i giornalisti, si ritiene opportuno che tale limite sia fissato nella misura di 3.000, 00 euro annui.

Per quanto riguarda invece i trattamenti di pensione non sufficienti a fornire un adeguato sostentamento al momento della cessazione dell’attività lavorativa, è opportuno che venga prevista la possibilità che il giornalista possa chiedere la restituzione del capitale versato nell’ipotesi in cui, al compimento del 65° anno di età, non si consegua un trattamento pensionistico pari ad almeno 1.200, 00 euro lordi annui. Al di sotto di tale cifra, infatti, al lavoratore verrebbe riconosciuta una pensione che non raggiunge neanche i 100 euro lordi al mese.
Sulla base delle predette motivazioni, si chiede, pertanto, l’adozione della seguente norma:

Articolo
(Collaborazioni giornalistiche)
1. Le disposizioni in materia di lavoro a progetto , di cui al titolo VII, Capo I, del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si applicano – con la sola esclusione dell’art.61 - ai giornalisti collaboratori coordinati e continuativi che svolgono attività giornalistica, iscritti negli appositi Albi e registri professionali tenuti ai sensi della legge 8 agosto 1963, n 69, che conseguano da tale attività un reddito annuo lordo non superiore a 25.000,00.
2. Al fine di armonizzare il regime previdenziale della Gestione separata dell’Inpgi, costituita ai sensi del Decreto Legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, a quello della Gestione separata dell’Inps, in analogia a quanto previsto dall’art. 44, comma 2, del Decreto legge 30 settembre 2009, n.269, convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, sono esonerati dall’obbligo di versamento della relativa contribuzione alla Gestione separata dell’Inpgi i giornalisti che abbiano conseguito un reddito annuo, derivante dallo svolgimento di prestazioni giornalistiche rese a titolo di lavoro autonomo, inferiore a 3.000 euro. In caso di superamento del predetto limite di reddito la contribuzione è dovuta sull’intero reddito annuale percepito.
3.L’esonero dall’obbligo di iscrizione e versamento della relativa contribuzione di cui al comma 2 non trova applicazione nei confronti dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
4. I giornalisti iscritti alla Gestione separata dell’Inpgi, che al compimento del 65° anno di età non abbiano maturato un trattamento di pensione pari almeno ad euro 1.200,00 lordi annui, possono chiedere la restituzione dei contributi versati, maggiorati degli interessi legali. Tale importo sarà adeguato annualmente in base all’indice di variazione dei prezzi al consumo stabilito dall’Istat.

 

 

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Notizie flash

Si comunica che gli Uffici del Sindacato, Casagit e Inpgi, apriranno solo nei pomeriggi di lunedì e giovedì dalle 14 alle 17,30, mantenendo invariati gli orari degli altri giorni, dalle 9 alle 13, con chiusura al sabato.

 

 

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