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Addio a Bepi Zanfron, testimone instancabile della tragedia del Vajont

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Con Giuseppe Zanfron, per tutti Bepi, se ne è andato un pezzo importante della storia bellunese e veneta che ha saputo raccontare sapientemente con la sua macchina fotografica. Per il Corriere della sera prima e per il Gazzettino poi, Bepi ha cristallizzato la cronaca e gli eventi più grandi. La sua lunga carriera professionale iniziò al fianco di Tina Merlin e con la corrispondente dell'Unità fissò nelle sue pellicole il disastro annunciato del Vajont. Fu il primo fotoreporter a giungere sui luoghi della tragedia la sera del 9 ottobre 1963 e già l'indomani le sue foto fecero il giro del mondo.

 

Bepi fu nei luoghi dell’alluvione del 1966 e seguì le molte visite dei papi in terra bellunese, da Albino Luciani ma soprattutto quelle di Giovanni Paolo II. Per la sua attività professionale a servizio della comunità bellunese, Giuseppe Zanfron fu insignito del Premio San Martino.

Bepi lascia una eredità enorme, fatta di passione e abnegazione, qualità per le quali è stato apprezzato e stimato. Pubblicista, Giuseppe Zanfron è stato tra i primi ad aderire all'Associazione stampa Bellunese per la quale è stato motore di attività culturali e di iniziative di solidarietà.

Bepi aveva 84 anni: ha lasciato la moglie e i figli e tra questi Luca che da anni ha raccolto il suo testimone e esercita la professione di fotografo per il Corriere del Veneto.

Il Sindacato giornalisti Veneto si unisce al dolore della famiglia e partecipa con commozione all'unanime

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