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Lanciato a Roma il manifesto di riforma unitaria per una Fnsi rappresentativa, autorevole, credibile

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Battaglie sui grandi temi e Sindacato di servizio al fianco dei colleghi nelle vertenze e nelle rivendicazioni

Un progetto riformatore unitario per una Fnsi più forte e coesa, in grado di affrontare e gestire il cambiamento nella categoria e nel Paese, con la forza della rappresentanza, dell’autorevolezza, della credibilità.

Se ne è discusso mercoledì 9 novembre a Roma nel corso di una assemblea partecipata e sentita che ha lanciato il manifesto programmatico sottoscritto nei giorni precedenti da alcune centinaia di giornalisti italiani.

Primo garante di questo percorso, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che sarà affiancato da un coordinamento composto dai colleghi Alessandra Costante, Vittorio Di Trapani, Paolo Perucchini e Claudio Silvestri. Molti gli interventi che hanno arricchito il dibattito, coordinato dal presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, e che hanno tratteggiato la prospettiva di un Sindacato interlocutore politico di spessore impegnato nelle battaglie sulle tematiche di ampio respiro e nel contempo sempre interprete dei bisogni e delle esigenze di chi nella pratica quotidiana svolge il mestiere dentro e fuori le redazioni.

“La visione alta, quella che guarda ai grandi temi, quali la denuncia dell’arresto e della repressione dei colleghi turchi, i giornalisti italiani sotto scorta, il carcere per i cronisti, le leggi di sistema del settore ecc., deve fare da cornice, essere il quadro dentro il quale – ha detto Massimo Zennaro a nome del Sindacato giornalisti del Veneto - continuare a essere, anzi essere sempre di più, Sindacato di servizio. Ogni singola battaglia sui temi generali, ci dà più forza, ci rende riconoscibili, permette di aumentare la nostra influenza nei confronti delle controparti. E in più ci permette di tenere vicino al sindacato anche quella parte del nostro mondo che non ha bisogno, purtroppo forse bisognerebbe dire non ha ancora avuto bisogno, del sindacato di servizio, di quello che si occupa degli stati di crisi, delle vertenze dei collaboratori, delle televisioni che stanno chiudendo”.

I giornalisti chiedono una Fnsi innovativa e innovatrice, capace appunto di affermarsi come soggetto autorevole nella lotta per la tutela dei diritti collettivi e individuali: in primis la libertà di stampa e il pluralismo informativo, sia esso garantito dal servizio pubblico (leggi Rai) che dalle testate nazionali e locali private quanto della carta stampata che dell’emittenza radio-tv, che del web, e di converso il chiaro no al tentativo di comprimere o peggio reprimere l’informazione, in Italia e nel mondo, attraverso la pena detentiva per i giornalisti oppure con la mannaia delle querele temerarie.

Una Fnsi che non sottrae essa stessa all’autocritica e che per farsi strumento ancora più efficace nel realizzare il progetto riformatore unitario delineato, si mette in gioco senza alibi proseguendo l’autoriforma intrapresa con la proposta di radicali modifiche dello Statuto federale, nell'ottica di meglio definire le incompatibilità, valorizzare il ruolo delle articolazioni territoriali, rappresentare in modo vivo le diverse identità di lavoro e di genere.

In questa maniera, la Fnsi potrà porsi, una volta di più, come perno del coordinamento di tutti gli istituti di categoria, in un disegno organico di potenziamento a difesa della democrazia e del welfare, secondo modalità universali, solidali, inclusive.

Solo una Fnsi riformata e unitaria potrà sedere al tavolo contrattuale (da quello Fnsi/Fieg a quello Aeranticorallo, a quello degli uffici stampa) come un'organizzazione compatta capace di sfidare a testa alta le controparti sempre più ripiegate su se stesse e incapaci di progettualità a lungo termine.

Punti fermi restano: l'allargamento della base occupazionale, la difesa del salario, l’informazione di qualità, l'inclusione nel contratto di precari e parasubrodinati, la valorizzazione del lavoro autonomo autentico, lo studio di modalità di emersione e regolamentazione contrattuali del lavoro sul web come ad esempio il recente accordo Uspi.

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